Campionato Italiano della Bugia 36° edizione 5 agosto 2012

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La Storia
Da un articolo del “Tirreno” di Giugno 2006.
Non fecero nemmeno in tempo a rivolgersi uno sguardo che già stavano ridendo a crepapelle. E a pensare in grande. Tre amici: Mauro Begliomini, Giancarlo e Mauro Corsini, ormai da tempo, inseguivano l’idea giusta, la grande occasione che il paese non aveva mai avuto. D’altronde ci voleva qualcosa da associare alla tradizionale sagra della “polenda” dolce. Qualcosa di congeniale con gli usi e costumi del luogo, che potesse essere fatto dai giovani e profumasse di nuovo. Mica facile! I due Mauro e il buon Giancarlo (si, proprio lui, l’attuale patron del Campionato), quasi avevano abbandonato l’idea quando, una sera, passeggiando per le vie del paese, uno si rivolse agli altri: << Ti ricordi? Qui abitava il Monti>>. La risposta a questa frase fu una e fragorosa risata collettiva. La scintilla era scoccata, l’idea partita, la mente già volava. Il Monti, il più grande “racconta storie” e l’ineffabile bugiardo che Le Piastre abbia mai avuto, fu l’ involontario ispiratore dei ragazzi (allora), ideatori del Campionato italiano della Bugia. Da quel giorno, sono passati 40 anni, il Campionato, a parte qualche pausa, si è svolto con regolarità, arricchendosi di sezioni e attraendo personalità dello spettacolo e della letteratura e, con loro, inviati di giornali, televisioni e radio nazionali. La manifestazione pian piano si è fatta adulta, il paese ha oltrepassato le proprie origini, al di là del Monti, Pietrone, Ferrante, Neno e tutti gli altri della splendida generazione di affabulatori, dell’inizio ‘900. Di gente pronta a pubblicizzarla, o solo a parlarne a volte male, ma soprattutto bene, di qua, ne è passata molta. Ne sono l’esempio lampante il grande cronista Gianni Moncini e il piastrese doc, giornalista Luciano Corsini. E sarebbe giusto nominare tutti coloro, che nella manifestazione hanno investito passione idee, manodopera e tempo, e ciò è impossibile. La bugia, intesa come Campionato, richiede mille impegni per divertirsi, divertire e far parlare di sé. Qualcuno che ha contribuito in maniera determinante a far conoscere e apprezzare la “Bugia” ovunque va pure ricordato: Leonardo Begliomini lo scultore, per esempio, e Carlo Bartolini (è, soprattutto, merito del suo amore per le vignette, l’inserimento delle stesse nel concorso) , Giancarlo Corsini, Mauro Begliomini, Graziano Gavazzi il “Mace”, eppoi, anche la Pro Loco Alta Valle del Reno, e tutti i bugiardi concorrenti. Emanuele Begliomini Dal giornale “Il Reno” agosto 2006. Tutto nacque fra due risate e una proposta originale per passare il tempo. Che poi quel tentativo, oggi chiamato Campionato Italiano della Bugia” , avrebbe riscosso così tanto successo, in pochi se lo sarebbero aspettato. Era il 1966, quando tre giovani intraprendenti ebbero l’idea di abbinare alla “Sagra della Polenda Dolce” il “Campionato Italiano della Bugia”, con lo scopo principale di rievocare le tradizionali serate montanine nel metato a raccontarsi storie che spesso venivano ingigantite con bugie per lo più improvvisate. Uno dei più grandi esponenti di quelle serate era Benvenuto Corsini detto “Il Monti”, e fu principalmente il suo ricordo ad ispirare i tre fondatori . Passate indenni le prime edizioni, la manifestazione crebbe fino a diventare una tradizione e, sull’ onda del successo, fu deciso, nel 1987, di allargare la partecipazione, anche, a vignettisti professionisti, creando, così, la sezione grafica della manifestazione. Dal 1997, inoltre, a dimostrazione della validità dell’evento, non solo più locale, venne creato un sito internet, dove i concorrenti potessero gareggiare, sparando la propria bugia in rete per partecipare, come avviene tuttora, alla “Sezione informatica”. Oggi, la bugia si può considerare una delle manifestazioni più apprezzate per genuinità e originalità, anche e soprattutto grazie a chi ha continuato ha investire tempo ed energie per farla crescere e darle un’immagine nazionale. Grazie a una felice intuizione e alla volontà di alcuni, delle Piastre se ne parla in tutto il mondo. Diciamo pure che di soddisfazioni, gli organizzatori se ne sono prese molte, e restano indimenticabili, per esempio i tanti inviti ricevuti da popolari programmi televisivi. Il punto più alto della manifestazione, comunque è il momento della consegna del “Bugiardino”, simbolo della “frottola” piastrese più originale. Il “trofeo” riproduce il campanile di Sant’Ilario, ma con gambe corte e naso lungo alla “Pinocchio” ideato da Leonardo Begliomini, e consegnato anche a Luis Sepulveda.

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