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PAOLO CREPET.
Dopo una laurea in Psichiatria e Sociologia (perchè mi piace l’umanità, l’uomo),
comincia facendo il ragazzo di bottega di Franco Basaglia abbracciando d’impeto le tesi
antipsichiatriche. Fa un po’ di gavetta nell’ospedale psichiatrico di Arezzo, un laboratorio
delle intelligenze-clntro dell’epoca e di contatto in contatto diventa coordinatore psichiatrico
della Regione Lazio. Una borsa di studio concessagli dall’Organizzazione Mondiale della Sanità lo
indirizza a quello che sarà il suo filone più ricco e duraturo: i giovani, i loro problemi e
le loro devianze.

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